San Vigilio di Marebbe – Alto Adige

Quest’anno a fine luglio sono andata, come ogni anno, in Trentino Alto Adige.

Dopo ben 18 anni ho fatto di nuovo una vacanza assieme ai miei genitori e ad Ariel e Sissi. Pensavo di non riuscire a fare i miei amati trekking dopo il covid di giugno e la grave pericardite che ho avuto ed invece, ancora una volta, la montagna è stata per me curativa.

Inutile dirvi che tra mare e montagna preferisco senza dubbio alcuno quest’ultima. E’ l’unico luogo che mi rilassa e mi riequilibra mente e corpo, dopo un anno di lavoro.

E’ il mio posto del cuore e la regione che prediligo, per i suoi paesaggi, è il Trentino Alto Adige.

Abbiamo deciso di affittare una casa a San Vigilio di Marebbe (ci ero già stata all’età di 14 anni).

“San Vigilio di Marebbe, Al Plan de Mareo in ladino, è un incantevole centro abitato situato nella Valle di Mareo, ai margini della Val Badia, in Alto Adige, posizionato in una conca tra Plan De Corones, il Pizzo delle Pietre e Paraccia da una parte, e dal monte Pares e Piz de Plaies dall’altra parte della tranquilla vallata.

Grazie al suo pittoresco centro storico con le tradizionali abitazioni ladine, la cornice naturale dominata dalla maestosità delle Dolomiti Patrimonio Mondiale dell’UNESCO e l’ospitalità dei suoi abitanti, questa piccola frazione del comune di Marebbe può vantare di essere una tra le più apprezzate mete turistiche del Trentino Alto Adige, sia durante la stagione estiva che durante quella invernale.

Il paese fa parte del comprensorio turistico Plan de Corones ed è immerso in uno dei più incantevoli parchi naturali della regione: il Parco Naturale Fanes – Senes – Braies. Gli animali selvatici, i laghetti alpini, i sentieri escursionistici, le baite e i rifugi, i grandi boschi, i prati a pascolo e l’aria pura di montagna rendono questo territorio la destinazione perfetta per una vacanza a contatto diretto con la natura.

L’estate a San Vigilio è l’occasione per avventurarsi a piedi, in mountain bike o a cavallo nel Parco Naturale Fanes – Senes – Braies, nel cuore delle Dolomiti. Numerosi sono i sentieri escursionistici che portano alla scoperta dei panorami più mozzafiato di questa terra, dallo spettacolare Lago di Braies dal color smeraldo alla cima di Plan de Corones. Anche gli appassionati di alpinismo, motociclismo e raccolta di funghi, troveranno svariate opportunità per seguire le loro passioni.” https://www.sanvigilio.org/

Abbiamo deciso di affittare casa per una settimana. Ho cercato su booking case che accettassero anche animali e siamo andati a https://www.casaturasanvigilio.com/

La soluzione della casa, con Ariel e Sissi che mangiano cibo casalingo, è per noi quella ideale. La casa era dotata di ogni comfort ed era in centro.

Se la casa fosse stata libera saremmo andati due settimane per ammortizzare il viaggio. Da Frascati abbiamo impiegato infatti 10 ore di macchina all’andata e al ritorno!

San Vigilio di Marebbe, seppur piccolo, è ben organizzato per quanto riguarda il senza glutine. Il supermercato Eurospar (Despar) è uno dei più forniti che io abbia mai visto in Italia. Sul mio profilo Instagram ho pubblicato dei video al riguardo.

Potete tranquillamente fare la spesa lì, troverete di tutto. Noi mangiavamo spesso in casa e compravamo prodotti locali (speck, formaggi, carne buonissima).

Al mattino facevo una bella colazione con latte e caffè, uno yogurt locale e i prodotti Farmo che avevo portato da casa (muffin con gocce di cioccolato, biscotti al cioccolato, brownies).

Primo giorno:

dopo ben 10 ore di viaggio arriviamo nel tardo pomeriggio a casa. Andiamo subito a fare la spesa.

Andiamo a cena da Arnold’s https://www.campingalplan.com/ristorante-pizzeria.htm che nel menù ha tantissime opzioni senza glutine, compresi i famosi canederli e lo strudel di mele!

Il ristorante è assolutamente consigliato.

Ho mangiato i canederli, lo strudel di mele ed assaggiato il gelato ala vaniglia con lamponi caldi. Tutto squisito.

Secondo giorno:

Faccio una bella passeggiata in piano di 15 km con partenza da San Vigilio fino al rifugio Pederù, dove mi raggiungono mamma, papà, Ariel e Sissi (con la macchina).

Pranziamo al rifugio https://www.pederue.it/it che ha tantissimi piatti senza glutine.

Abbiamo mangiato tutti gluten free: polenta con finferli freschi e formaggio; gulash di cervo; ribs di maiale e per finire gelato alla vaniglia con lamponi caldi.

Tutto squisito.

Ariel e Sissi ormai non camminano più e dormono tutto il tempo…ci riposiamo vicino il torrente all’ombra degli alberi.

Terzo giorno:

Ci dirigiamo al Passo delle Erbe ed in particolare a Utia de Borz, rifugio che ha tante opzioni senza glutine https://www.boerz.it/it/

Mamma, papà e bimbe prendono il sole sulle sdraio, mentre io vado a fare un bel trekking in solitaria fino al rifugio Forcella, andata e ritorno.

A pranzo sono affamata ed ordino polenta e formaggio e poi arrosto alle erbe. Buonissimo!

Ci mettiamo a riposare su un prato all’ombra degli alberi e ci godiamo il panorama.

Quarto giorno:

Parto dal rifugio Pederù e mi dirigo al rifugio Fanes e Lavarella (dove pranzo). Un trekking abbastanza impegnativo che faccio in completa solitudine. Ho scelto la via più ardua, quella arrampicata tra le rocce e su per un totale di 700 metri di dislivello.

Al ritorno ho scoperto che c’è anche una via sterrata più larga e comoda. Prima di arrivare faccio merenda con un brownie Farmo, per riprendermi dalla fatica!

Pranzo al rifugio Lavarella https://lavarella.it/it dove sono molto preparati sulla celiachia e le cameriere estremamente gentili. Ordino uova, speck e patate. Piatto tipico che mi piace molto.

Riparto per la discesa.

Quinto giorno:

Trascorriamo la mattinata a Brunico e poi pranziamo sempre da Arnold’s. Ordino una tagliata, pane senza glutine e strudel!

Dopo pranzo vado a fare un trekking in piano nei boschi vicini, lungo le sorgenti. Quando inizia a piovere rincaso.

Sesto giorno:

Trascorriamo la mattinata alla spiaggia di Ciamaor e poi pranziamo al ristorante Fana Ladina, presente nella guida Michelin e finalista al programma quattro ristoranti di Alessandro Borghese http://www.fanaladina.com/benvenuti/

Il ristorante offre piatti tipici della cucina ladina, il luogo è incantevole ed il personale gentilissimo. Un’esperienza che vi consiglio vivamente.

Ho mangiato le sfoglie di patate con crauti e il cervo.

Il pomeriggio faccio una passeggiata nei boschi vicino casa, fino a che non mi sorprende un bel temporale.

Settimo giorno:

Partenza dal rifugio Pederù fino al rifugio Fodara Vedla e poi al Sennes. Trekking abbastanza impegnativo con quasi 700 metri di dislivello che faccio sempre in solitaria.

A pranzo raggiungo i miei al Pederù, dove mangio la loro polenta e finferli e poi una panna cotta ai lamponi.

 

Ottavo giorno:

purtroppo si torna a casa.

Curiosità:

Durante le escursioni ero completamente da sola. E’ la prima volta in vita mia che vivo una simile esperienza ed è stato un momento di crescita davvero importante.

In alta montagna il telefono ed internet non prendevano e non ho incontrato persone lungo i sentieri che percorrevo.

Eravamo solamente io, la montagna, il battito del mio cuore e i suoni della natura che mi circondava.

Questo mi ha permesso di tirar fuori delle energie che non pensavo di avere, delle risorse nascoste che, solo la solitudine, ti permette di apprezzare.

Ho scoperto che non ho paura, che sono forte e resistente e che…in fondo sono anche in gamba! Sentieri che sulla cartina dovevano essere percorsi in 4 ore…li ho fatti in 3.

Per me questi obiettivi raggiunti sono davvero molto importanti.

Ho imparato anche a godere del silenzio, ad ascoltare il mio cuore, il mio respiro ed il canto della natura.

Anche se ero sola, non mi sono mai sentita veramente sola (scusate il gioco di parole), mi sono sentita parte del tutto che mi circonda.

Quelle rare persone che incontravo, soprattutto ai rifugi, mi guardavano incuriosite….forse perchè fa strano vedere una ragazza da sola a fare escursioni.

Io non mi sono mai sentita in imbarazzo ed anzi vi invito a non farvi frenare dalla solitudine. Godetevi la vita e vivetela a pieno!

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